FAQ

18) In cosa consiste la “Pianificazione condivisa delle cure”?

È l’espressione di un percorso di dialogo, informazione, condivisione tra persona malata, familiari e medici, in un contesto di reciproco rispetto e fiduciosa relazione di cura, finalizzato al raggiungimento di una piena consapevolezza della persona affetta da patologia cronica e progressiva nelle scelte terapeutiche che è chiamato a fare nel rispetto del suo diritto e delle leggi vigenti.

17) Per chi accede alle cure palliative è possibile ricevere un supporto psicologico?

Sì, lo psicologo fa parte dell’equipe di Accanto.

Il suo intervento si rivolge gratuitamente sia ai malati sia ai familiari nel caso in cui, durante l’assistenza, emergano bisogni psicologici, ad esempio: difficoltà nel percorso di consapevolezza della prognosi, problematiche relazionali/familiari, fatica nella gestione delle emozioni connesse alla malattia.

16) Con le cure palliative si può guarire?

Le cure palliative non hanno come scopo la risoluzione della malattia, ma si operano per il controllo dei sintomi e della “sofferenza globale” del malato, intesa come sofferenza fisica, psichica, relazionale e spirituale.

Le cure palliative non portano quindi alla guarigione della malattia ma, attraverso un apporto globale e interprofessionale permettono la cura della persona con malattia grave, cronica, evolutiva e/o in fase terminale al fine di migliorare la percezione della qualità della vita.

15) Per chi è in lutto per la perdita di una persona cara è prevista qualche forma di supporto?

Accanto organizza incontri di mutuo aiuto tra persone che abbiano subito un lutto, coordinati da psicologa.

In linea generale, i percorsi offrono uno spazio ed un tempo per sentire le emozioni, legittimarle, comprenderle, dar loro un significato, passando da un atteggiamento passivo ad uno maggiormente attivo e trasformativo.

14) Cosa sono esattamente i farmaci oppioidi?

Sono farmaci derivati dall’oppio, molto utilizzati ed efficaci nel controllare il dolore, soprattutto quando esso è di intensità elevata ed è legato a patologie croniche ed al cancro.

Devono essere prescritti da un medico con esperienza in terapia del dolore e deve essere previsto un monitoraggio dei risultati e di eventuali effetti indesiderati (come per tutti i farmaci).

Alcuni oppioidi, in particolari condizioni e in percorsi di cure palliative, sono indicati ed utilizzati per il controllo di altri sintomi come la dispnea e la tosse.

13) E se il malato non conosce le sue reali condizioni di salute

Il malato ha diritto ad un’informazione chiara e completa sulle sue condizioni di salute e sul decorso della malattia. Le cure palliative favoriscono la consapevolezza del malato e la sua piena partecipazione alle scelte con tempi e modalità personalizzate. Tuttavia, nel caso non volesse essere informato, il suo desiderio viene rispettato.

12) È vero che gli oppiodi creano dipendenza e possono essere prescritti solo per il dolore da cancro?

La dipendenza in questo tipo di malati è un evento rarissimo (0,03%).

Gli oppiodi possono essere utilizzati per qualunque malattia caratterizzata da dolore medio-intenso e non alterano la coscienza.

11) È vero che l’uso degli oppiodi per il controllo del dolore accorcia la vita?

No, gli oppiodi sono farmaci ben conosciuti e non influiscono sul tempo naturale di sopravvivenza dei malati che li assumono. Inoltre controllando il sintomo dolore, migliorano la qualità della vita del paziente e, di riflesso, anche quella dei suoi familiari.

10) Qual è il ruolo del volontario nelle cure palliative?

Il volontario offre al malato e ai familiari una relazione d’aiuto gratuita, caratterizzata da accoglienza, attenzione, ascolto e condivisione emotiva legata alla malattia; consente anche momenti di normalità, proponendo iniziative a carattere ricreativo.

Il volontario segue un percorso di formazione specifica e di supervisione e si integra con l’equipe sanitaria. Inoltre svolge un ruolo sociale, facendosi promotore, nella comunità locale, di una sensibilizzazione e diffusione della cultura delle Cure Palliative.

9) Come si diventa volontari di Accanto e quando si tiene il corso di formazione?

Per diventare volontari di Accanto bisogna frequentare un corso di formazione. I corsi si tengono periodicamente, in base alle esigenze del servizio.

8) L’abitazione del malato deve avere una struttura particolare perché possa essere attivatya l’assistenza domiciliare?

Una normale abitazione è generalmente idonea ad un’assistenza di questo tipo.

L’Avvio di una presa in carico domiciliare prevede, solitamente, una valutazione dei requisiti strutturali e igienici dell’abitazione del paziente.

7) Chi fornisce i farmaci relativi alle cure palliative a domicilio?

I farmaci relativi alle cure palliative a domicilio vengono forniti gratuitamente dal servizio sanitario nazionale tramite Accanto

6) Entro quanti giorni dalla richiesta viene attivato il servizio?

Entro 48 ore avviene il colloquio della responsabile del coordinamento del servizio con il famigliare del paziente che ha inviato la richiesta. La prima visita a domicilio avviene entro le successive 48 ore

5) Con l’attivazione del servizio di assistenza domiciliare resta in servizio o viene sostituito dal medico palliativista?

Sì, il medico di base resta in servizio e collabora con il medico palliativista di Accanto

4) Per attivare il servizio di assistenza domiciliare è necessaria l’impegnativa del medico di base?

No, è sufficiente prendere contatto con Accanto

3) Il servizio di assistenza domiciliare è gratuito?

Sì perché fa parte del servizio sanitario nazionale

2) Come attivare il servizio di assistenza domiciliare?

Un parente del malato deve telefonare o inviare una e-mail alla sede di Accanto che lo convocherà per un colloquio

1) Quali malati hanno diritto alle Cure Palliative?

Malati di ogni età, colpiti da una qualunque malattia inguaribile in fase avanzata (non solo il cancro).